lunedì 30 aprile 2012

Conclusión de un capítulo

Hace algunas semanas logré por fin concretar el objetivo por el cual me vi "obligado" a emigrar. Salí de mi país con un sólo fin, aquel de formarme profesionalmente, y el día 19 de marzo lo hice ante los ojos de la ley italiana, ya que fui nombrado Dottore in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, aunque si mi carrera es muy general, de todos modos es un gran paso para el futuro que me espera.

Pasé epiosidios realmente difíciles, llenos de alegría y tristeza, derrotas y victorias, éxitos y fracasos, pero mi película al fin y al cabo tuvo un final feliz, y por suerte era yo el actor principal, el actor principal de mi destino.

Mi libro aún es largo, pero acabo de concluir el primer capítulo, que así como mi tesis, fue el más largo de todos. Mi visión de aquí a unos años aún es incierta y borrosa, y si el maestro Yoda estaría a mi costado sé que me diría, si tener un futuro quieres, aprovechar las oportunidades debes...

Qué seguirá más adelante, pues no lo sé...

sabato 31 dicembre 2011

Fine anno

Molti di noi hanno considerato quest'anno come.un vero fallimento, un episodio che dovrebbe essere lasciato alle spalle

Tuttavia per altri, in cui io ritengo di appartenere, è stata una vera sfida per dimostrare ciò che siamo stati capace di fare, attraverso la scoperta di nuove abilità e modi per raggiungere una crescita personale. È stato sicuramente duro, perché innanzitutto trovare i mezzi non è cosa facile ai tempi d'oggi, la precarietà di molti giovani come me incrementa le sue file in dimensioni non proporzionale a quelli che riescono trovare un lavoro, ma una volta raggiunto il traguardo, bisogna avere molta cura ed essere responsabili, così come ordinati.

Un lavoro dignifica l'uomo, visto che la sua azione rende più accesibile e simplifica il raggiungimento di beni o servizi ai.membri della sua comunità. Inoltre permettere di crescere ed allarga i suoi orizzonti rendendoli illimitati.

Per quanto mi riguarda, spero che il 2012 sia ancora migliore di questo, sopratutto nel concretare una volta per tutte la laurea.


Published with Blogger-droid v2.0.2

giovedì 7 aprile 2011

Adiós Scott Columbus... my brother of metal

Mientras escucho la melodía de la guitarra, el estrenduoso bajo, la ronca voz y el retumbante sonido de la batería de BATTLE HYMN, me honoro y a la vez me entristece decirle adiós a una persona, que nunca conocí y que nunca ví, pero que siempre la considere aunque si él no sabía de mi existencia. El día 4 de marzo a través de la página de Ross "The Boss", ex guitarrista de Manowar, fue anunciado el fallecimiento de Scott. La noticia sorprendió a más de uno visto que los motivos se desconocen, al igual de alguna enfermedad de que Columbus podría padecer. El ex baterista de Manowar llegó a la banda durante las grabaciones de su 2do disco, Into the Glory Ride, y se quedó hasta 1994, para luego regresar en 1998. Su presencia en el grupo era resaltante al igual que todos los miembros, su virtuosidad se basaba en su simplicidad. Sus apariciones en el palco como tu un left-handed drummer rompían todas aquellas convencionalidades que caracterizan a los bateristas del mundo su set hasta el último concierto que realizó con Manowar se mantuvo siempre el mismo.

Scott Columbus se fue dejando su legado de verdadero guerrero del Metal, un King of Metal, a brother of the ture metal...Quedarán en las memorias de todos aquellos que te siguieron en toda tu carrera, y en especial un saludo mío ya que me otorgaste la motivación e influencia necesaria para ser un baterista tan bueno como tú.

Descansa en paz Scott... y que la gloria de los dioses te envuelvan en su Valhalla

mercoledì 9 febbraio 2011

Fuori corso 2...

Ti rendi conto delle cose che realmente valgono la pena quando orami le possibiltà averle spariscono. Ciò che una volta posedevi può scomparire nel nulla in pocchi secondi, dipendendo dalla situazione... Nel mio caso è andato così dalle 5 battaglie in cui dovevo battermi, ho sconfitto le prime 2, forse a un livello discretto peròà comunque superate, nella terza putroppo sono caduto...

I pensieri che in questo momento mi passano per la testa mi fanno riflettere molto, il quanto io sia stato irresponsbile e abbia trascurato le cose veramente importanti... i momenti che ho sprecato facendo cose che forse potevo farle in altre situazione...

Sono consapevole che la mia preparazione non era stata la più adeguata, ma nonostante tutto, avevo cercato di farla a seconda delle energie che rimanevano. Dopo due battaglie avere le stesse forze con cui s'è iniziato è difficilmente possibile, ma la volontà di continuare a lottare ce le avevo, e continuo ad averle, ma purtroppo è un'altra.

Le conseguenze che porterà questa perdita saranno la delusione da parte dei miei genitori e della mia famiglia... Avevo promesso loro di poter farcela e di concludere finalmente un percorso che avevo iniziato 4 anni fa... che ormai sono diventati 5... Non mi sento in grado di comunicare...


lunedì 15 novembre 2010

Benedetto permesso di soggiorno

La settimana scorsa c'è stata una notizia che mi ha sorpreso molto. C'era stata una manifestazione da parte di immigrati, che sono usciti in strada per far sentire che erano stati truffati dalle istituzioni che governano questo paese. L'anno scorso era stata approvata una legge che permetteva regolarizzare alle badanti e colf che avessero un datore di lavoro. Dopo un'anno di questo decreto, alcune persone che avevano presentato la loro richiesta, e dopo aver pagato i 500 euro che corrispondevano, non hanno avuto ne anche una risposta da parte della questura, e peggio ancora per coloro che erano stati condannati per clandestinità, è stata rifiutata.

La disperazione è arrivata a punti estremi. Sei ragazzi di diverse nazionalità sono saliti sono una gru a protestare in contro di questa truffa. Sono passati più da un settimana e sono ancora la su. La polizia ha dovuto intervenire con le loro forze per sgomberare la zona di maniera violenta e demagoga... Per fino alcuni giornalisti italiani sono stati bloccati da parte dai poliziotti.

Ma io mi chiedo... in che cazzo di società viviamo??? che genere di popolo, per così chiamarlo, usa la violenza per poter finire con una storia ch'è in corso da molti anni. Questi signori immigrati che non hanno il permesso di soggiorno non chiedono altro di essere messi in regola. Ma la sua voce non si fa sentire, non hanno il diritto, o non gli viene permesso di sentire risposte da parte di uno stato ignorante che fa altro che complicare la situazione con le loro leggi.

Leggendo i commenti da parte dei youtubers, sono molto impressionato dalle cose che dicono alcuni. Io mi chiedo come possono pensare in tal modo? se non accettiamo le vostre regole, volete che ritorniamo al nostro paese??? noi finora abbiamo rispettato le vostre normi, e chi non l'ha fatto è punito, perché non date la possibilità di lavorare alla luce del sole???

L'approvazione del decreto sicurezza... ma a che cazzo servito??? la clandestinità è un reato??? ma siamo fuori??? non ci danno ne anche una possibilità di poter emergere... non riesco credere a queste cose... Ma ciò che molto percepibile è che l'integrazione non è un tema in cui il governo è competente...

lunedì 1 novembre 2010

Spettacolarizzazione del dolore altrui

Forse questo post è stato scritto con un po' di ritardo, il concetto di notiziabilità, informazione in tempo diretto potrebbero venire in contro alla mia opinione, però la mia mente testarda è convinta che ciò che reclamerò non sarà in vano, e non sarà l'ultima volta che farò sentire la mia voce (parole) su questo argomento.

Il mese scorso s'è scoperto che una bambina di 15 anni, è stata uccisa, il suo nome era Sarah. Le indagine sono ancora in corso, però le prime teorie sulla sua morte, che era stato proprio un suo familiare a commettere questo reato. Suo zio aveva confessato, ma dopo è venuto fuori che anche sua figlia (cugina di Sarah) era coinvolta nell'avvenimento accaduto.

Ma non vorrei girare molto intorno a questo fatto, so ch'è importante rendersi conto delle tragedie, perché può capitare a chiunque. Ma quando altre persone esterne alla tua vita s'intromettono dentro di casa tua, e irrompono nella tua privacy senza il tuo consenso. Ed proprio questo ch'è successo.

I mezzi di comunicazione devono rendersi conto che nella ricerca di audience esistono dei limiti. Considero ripugnante il fatto che molti canali televisivi abbiano spettacolarizzato un'accaduto molto delicato, e che abbiano dato un peso enorme a questo avvenimento. Come si permettono di divulgare il dolore di una famiglia che piange per la scomparsa di uno dei suoi membri, come possono convertire la morte di una persona in notizia. Queste sono aspetti di cui c'è già una istituzione che s'occupa, i medium non hanno niente a che fare.

Il concetto d'informare forse è cambiato, o forse è tutto una copertura per nascondere successi più importante, come la crisi del governo Berlusconi. Poche settimane fa si parlava di possibili votazioni, oggi non se ne parala più.

Sono del tutto contrario che si commercializzi con il dolore umano, che si finga di dare notizie dove non esiste d'avvero, che la capacità di manipolare l'informazione sia trasgredita... Sono stufo di sentire parlare di cose che non interessano proprio alla società. La morte di una persona non è uno scherzo, e quando qualcuno dei nostri capiterà, vorremo essere lasciati soli, tranquilli, per affrontare il nostro dolore in pace, senza l'obbligo di dare conti a nessuno.

venerdì 24 settembre 2010

Le priorità delle cose

A volte ci rendiamo conto che la realtà che noi percepiamo non è precisamente com'è. Attraverso un'analisi di elaborazione dei testi composti di valori, diamo il valere giusto agli oggetti che riteniamo trascendentali nella nostra vita. Però, questo valere del valore cambia a seconda del tempo.
Ho iniziato l'università 3anni fa, e posso dire con molta sincerità che la mia visione è cambiata moltissimo. Quando ero arrivato le cose sembravano essere difficili, ma ora mi rendo conto che sono più difficili da quanto io possa immaginare. Sono quasi alla fine del lungo percorso che ho deciso di trascorrere, ma purtroppo ho dato più importanza ad altre cose quando non dovevo farlo.
Fare degli esami richiede non solo essere preparato ed essere in grado di saper rispondere alle interrogazioni che ti domanda il docente, ma bisogna anche avere un po' di fortuna in queste domande, di solito s'è preparati di più in alcuni argomenti rispetto ad altri, e come punto finale, lo stato d'animo del docente equivale al 50% del giudizio che ti darà con il voto.
Ma nel mio caso, la mancanza di una preparazione adeguata è stata la causa del rifiuto da parte dei professori. Solo dopo di essere stato respinto mi rendo conto delle cose che potevo aver fatto quando potevo farle.
Questa sensazione di trascuratezza che sento mi involve, mi provoca una sofferenza altrui, quella di mia madre, ch'è l'unica subire il mio fallimento.
Spero che questo mio resoconto serva in futuro, perché ho ancora un'altra ultima possibilità di dimostrare di ciò che sono capace.
A presto.
Irvindrummer